Formica - SERENA ECOSERVIZI

Vai ai contenuti

Menu principale:

Formica

Igiene ambientale > Disinfestazioni > Infestanti
Formiche
Il termine di uso comune formica corrisponde alla vasta famiglia delle Formicidae all'interno degli insetti Imenotteri.

Formiche

la formica corrisponde alla vasta famiglia delle Formicidae all'interno degli insetti Imenotteri. Le formiche costituiscono il 10% dell'intera biomassa animale e circa il 50% di quella di tutti gli insetti. Le formiche sono diffuse soprattutto nelle zone a clima tropicale, come l'Australia orientale, l'Africa e l'America del Sud, e sono scarse in Asia settentrionale e in Europa. Le formiche sono insetti eusociali, così come tutti gli isotteri e molti altri imenotteri. Nelle loro società, che variano in dimensioni e in organizzazione a seconda delle specie, vi è una classe riproduttiva - costituita dalle regine (femmine fertili) e dai maschi - e una lavorativa, costituita da femmine attere e sterili, dette "operaie".
Esistono almeno 12.000 specie di formiche, classificate in circa 300 generi e 21 sottofamiglie. Come gli altri insetti, le formiche hanno il corpo diviso in capo, torace e addome. Hanno sei zampe, apparato boccale masticatore con robuste mandibole e antenne genicolate. Tra il torace e l'addome le formiche hanno un restringimento derivato dalla modificazione strutturale dei primi due uriti del gastro, nodulare o squamiforme, che prendono il nome di peziolo e post-peziolo.
Il colore più tipico delle formiche è nero, ma ve ne sono molte che variano dal rosso all'arancione al giallo e al verde (Oecophylla smaragdina e Rhydidoponera metallica). Le antenne sono costituite da una parte basale, costituita dallo scapo e dal pedicello, e una flessibile, detta funicolo, costituita da una serie di segmenti il cui numero varia a seconda delle specie.

Formiche

la formica corrisponde alla vasta famiglia delle Formicidae all'interno degli insetti Imenotteri. Le formiche costituiscono il 10% dell'intera biomassa animale e circa il 50% di quella di tutti gli insetti. Le formiche sono diffuse soprattutto nelle zone a clima tropicale, come l'Australia orientale, l'Africa e l'America del Sud, e sono scarse in Asia settentrionale e in Europa. Le formiche sono insetti eusociali, così come tutti gli isotteri e molti altri imenotteri. Nelle loro società, che variano in dimensioni e in organizzazione a seconda delle specie, vi è una classe riproduttiva - costituita dalle regine (femmine fertili) e dai maschi - e una lavorativa, costituita da femmine attere e sterili, dette "operaie".
Esistono almeno 12.000 specie di formiche, classificate in circa 300 generi e 21 sottofamiglie. Come gli altri insetti, le formiche hanno il corpo diviso in capo, torace e addome. Hanno sei zampe, apparato boccale masticatore con robuste mandibole e antenne genicolate. Tra il torace e l'addome le formiche hanno un restringimento derivato dalla modificazione strutturale dei primi due uriti del gastro, nodulare o squamiforme, che prendono il nome di peziolo e post-peziolo.
Il colore più tipico delle formiche è nero, ma ve ne sono molte che variano dal rosso all'arancione al giallo e al verde (Oecophylla smaragdina e Rhydidoponera metallica). Le antenne sono costituite da una parte basale, costituita dallo scapo e dal pedicello, e una flessibile, detta funicolo, costituita da una serie di segmenti il cui numero varia a seconda delle specie.
Ciclo vitale
 
Le uova delle formiche sono prive di involucri protettivi. Le larve sono triangolari, spesso prive di arti e incapaci di compiere movimenti complessi, ma possono contrarsi se minacciate. Le operaie nutrono le larve rigurgitando nella loro bocca piccole gocce di cibo per mezzo della trofallassi, oppure offrendo loro uova trofiche. In alcune specie le larve, munite di mandibole, sono in grado di frantumare da sole la membrana delle uova, mentre in altre sono le stesse operaie che rompono le uova trofiche e le offrono direttamente alle larve. Dal corpo e, in certe specie, da speciali papille attorno alla bocca delle larve, trasudano liquidi particolari e sostanze grasse che piacciono assai alle operaie e che queste leccano avidamente. La larva delle formiche secerne un po' di seta con la quale, quando è matura, si tesse un bozzolo in cui trascorre lo stadio di pupa. Questo bozzolo, per svilupparsi, deve essere generalmente sotterrato dalle operaie. Le uova, le larve e le ninfe sono assistite con gran cura dalle operaie, che le trasportano nelle parti più confortevoli del formicaio a seconda delle necessità del loro sviluppo. La cura della prole costituisce la maggior parte del lavoro che si svolge nel formicaio. Le regine non lavorano e vivono da quindici a venti anni (il record di longevità di 26 nella specie Lasius niger). Le operaie vivono da cinque a dieci anni; i maschi, invece, muoiono dopo essersi accoppiati. Le formiche vivono in società che possono essere formate da poche decine oppure molte centinaia di migliaia di unità, fino a qualche milione, ma solo in casi eccezionali, cioè un territorio disabitato da animali grossi e con una folta vegetazione.

Vita sociale

Nell’ambito della loro società le Formiche svolgono differenti funzioni. Un gruppo di individui simili per età e per forma corporea, specializzato per svolgere una particolare funzione è definito CASTA.
1) Le caste presenti nella colonia delle Formiche sono tre: regine, maschi ed operaie.
2) Le regine sono femmine fertili, in grado di deporre le uova.
3) I maschi sono fertili, anch’essi alati come le regine, ma muoiono dopo l’accoppiamento.
Le operaie sono femmine sterili di forma e taglie varie, ad esempio operaie modificate danno luogo al gruppo dei soldati che presentano testa e mandibole più sviluppate.
Le Formiche operaie provvedono all’ampliamento del nido, allo scavo di nuove gallerie, e in numero minore alla ricerca del cibo.


Formazione delle colonie:


Le Formiche possono creare nuove colonie in modi differenti. Conoscere le modalità di formazione di una nuova colonia aiuta nel comprendere quali possano essere le più idonee strategie di lotta da impiegarsi.

In alcune specie le nuove regine rimangono nel nido e contribuiscono alla crescita della colonia di origine. Nella maggior parte dei casi maschi e femmine (fertili ed alate) escono dai nidi distribuiti su di un’area anche ampia e volano verso il luogo di congregazione, a volte nel medesimo luogo in anni differenti. Questi voli nuziali possono sovente verificarsi dopo un evento climatico.

Un oggetto presente nel paesaggio (ad es. un cespuglio) può fungere da punto per la confluenza dei differenti sciami. Quando le alate raggiungono la destinazione sciamano verso il terreno o verso l’aria e compiono gli accoppiamenti.

Dopo l’accoppiamento le nuove regine fecondate ricercano un luogo favorevole per il nido. Dopo aver rimosso le ali scavano una camera nel terreno o nel legno ove depositano le uova.
La maggior parte di queste servirà come cibo per la regina e per le prime larve che si svilupperanno. La regina può ricevere nutrimento anche dalle proprie riserve lipidiche e dai muscoli alari inutilizzati che sono riassorbiti.
Dopo la comparsa dei primi operai, questi provvederanno alla ricerca del cibo, alla espansione del nido e alla alimentazione delle larve. A questo punto l’unica funzione svolta dalla regina è la deposizione di uova.
Dopo aver raggiunto una considerevole forza, intesa come numero di individui presenti nella colonia, un nuovo gruppo di esemplari alati può staccarsi dalla colonia stessa.
Il tempo che intercorre tra la formazione della colonia e la nuova produzione di forme alate varia in funzione delle specie. Solitamente l’intervallo di tempo varia da 2 a più anni.

Le specie definite Formica faraone e Formica argentina non compiono il volo nuziale. In queste specie l’accoppiamento avviene all’interno o in prossimità del nido. Pertanto per queste specie la moltiplicazione della colonia avviene per scissione. In questo caso una o più regine ed un gruppo di operaie, alcune possono portare del cibo, si separano dalla colonia e migrano verso un nuovo sito.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu